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“Pino”, film documentario sulla vita e la musica di Pino Daniele, sarà proiettato in sala per tre giorni: il 31 marzo e il primo e 2 aprile.

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di Werner Altomare

A ricordare la figura di Pino Daniele, nel 2017 era stato Giorgio Verdelli con Il tempo resterà; poi nel 2024 Marco Spagnoli è uscito con Nero a metà; ora a 70 anni della sua nascita e a 10 dalla morte arriva in sala per soli tre giorni il film documentario Pino, firmato dal regista e sceneggiatore napoletano Francesco Lettieri che ha lavorato al progetto insieme ad Alessandro Daniele secondogenito di Pino, produttore musicale e presidente della fondazione intitolata a suo padre che ha riconosciuto al progetto il particolare sigillo del 70/10 Anniversary, assegnato esclusivamente a eventi, progetti e manifestazioni che, oltre a rendere omaggio alla memoria di Pino Daniele, rappresentano un valore significativo e un contributo rilevante alla sua eredità musicale e culturale.

“Pino Daniele ci lascia un’enorme eredità culturale, artistica e musicale ma per me era importante raccontare l’uomo dietro l’artista nei suoi aspetti positivi e negativi, cosa che forse non era ancora stata fatta – ha detto il regista – Pino non se n’è mai andato, è rimasto nella città di Napoli e tra i suoi vicoli. Quando mi capita di camminare tra le strade della città le sue canzoni continuano a risuonare in ogni angolo”.

Nel documentario Lettieri conduce dietro la macchina da presa Federico Vacalebre, giornalista e critico musicale, sulle tracce di un Pino ancora non raccontato, servendosi di video mai diffusi di concerti, backstage e sale d’incisione, inediti musicali, foto degli album di famiglia, appunti tratti dal diario e strumenti musicali. Ripercorrendo i luoghi in cui Pino ha vissuto, emergono i sogni, le lotte, le delusioni, i traguardi e il rapporto con la famiglia, gli amici e i colleghi che con lui hanno condiviso tanto.

Pino Daniele è stato un cantautore, una rockstar, un’icona pop, ma anche un compagno di banco, un amico sincero, un marito, un padre, un napoletano certo, ma innamorato della Toscana, di Roma e di Milano. Un concentrato di italianità che però fuggiva gli stereotipi e cercava ossigeno nei musicisti di tutto il mondo. Il documentario cerca di raccontare tutto questo, partendo dalla sua musica, dalle sue canzoni, dai suoi esperimenti, fino ad arrivare a un inedito nascosto. Pino è un’immersione nella vita di del cantautore, testimoniata dalle voci di chi lo ha amato, ci ha lavorato, suonato, girato il mondo in tour, magari anche litigato e poi fatto pace. Tante le testimonianze raccolte da amici e colleghi: Fiorella Mannoia, Jovanotti, Vasco Rossi, Loredana Bertè, Fiorello, James Senese, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Enzo Avitabile; e anche da star internazionali come Eric Clapton e Chick Corea e poi amici di infanzia, parenti e discografici.

Francesco Lettieri, che oltre al cinema vanta innumerevoli collaborazioni con il mondo della musica e che, con il cantante Liberato in particolare, ha codificato un personalissimo immaginario legato al capoluogo partenopeo, innovativo e lontano dagli stereotipi, racconta Pino Daniele anche e soprattutto attraverso la Napoli di oggi, girando ex novo i videoclip di alcune sue canzoni e inserendoli all’interno di questo racconto, perché i protagonisti dei suoi testi camminano ancora per i vicoli della città e le canzoni di Pino sono ancora in grado di raccontarli, di raccontare la Napoli del presente e di quello che diventerà.

Il film è prodotto da Grøenlandia, Lucky Red e Tartare Film, distribuito da Lucky Red, in collaborazione con Netflix e TimVision; dopo questi tre giorni di proiezioni speciali, sarà disponibile sulle piattaforme digitali a partire da questa estate.


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